Con preghiera di massima diffusione a tutti ed in tutta la Rete ovunque possibile.

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Buon Pomeriggio a Tutti.
Scrivo la presente quale Difensore di Parte Civile di alcune persone danneggiate dalle conseguenze dell’avvelenamento dell’Amianto di Broni, all’interno del Processo Fibronit corrente avanti il Tribunale di Voghera – Ufficio G.I.P./G.U.P. ma anche quale iscritto al PD, per portare all’attenzione di tutti un problema molto serio verificatosi oggi e per il quale penso che la pressione “politica” in senso nobile ed alto sia necessaria

Cosa è successo all’udienza di oggi 24.10.2012?
Come avevo detto all’incontro del PD Regionale di Broni, il G.U.P., in data 01.10.2012 aveva respinto le richieste di Giudizio Abbreviato condizionato proposte dalle difese degli imputati, per cui l’udienza odierna si apriva con la discussione dell’Udienza Preliminare attorno alle due alternative: Sentenza di Non Doversi Procedere (assolutamente improbabile) o Rinvio a Giudizio avanti il Tribunale Collegiale, verosimilmente quello di Pavia.
Ad un certo punto la Difesa Cardinale ha chiesto (e poteva ancora farlo a quel punto) di “Patteggiare” per la propria posizione ad una pena di Anni 5 di Reclusione. Il P.M. ha dichiarato la propria disponibilità ad esaminare la richiesta ed a dare il proprio consenso a tale patteggiamento ed in tali termini.

Questo ha causato un’improvvisa resipiscenza nelle altre difese che hanno chiesto tutti un termine onde vagliare la possibilità di patteggiare anche loro ad una pena di tale livello.
Il G.U.P. ha concesso rinvio al 12.11.2012 con termine al 05.11.2012 per depositare in forma scritta le proposte.

Il fatto è di non poco conto, perchè se si arrivasse a simili condanne, vi sarebbero alcuni effetti:
— per gli imputati la altissima probabilità di scampare al carcere perchè non dimentichiamo che: a) i fatti prima del 1998 sono di fatto prescritti; b) i reati per cui sono a giudizio sono sottoposti ancora all’indulto del 2006 per anni 3. Ciò significa che anche se con pena di anni 5 (pena per la quale in teoria si andrebbe in carcere), al momento dell’inizio dell’esecuzione si dovrebbero detrarre i tre anni dell’indulto del 2006 per cui da eseguirsi sarebbe solo una sentenza per anni 2 di reclusione: un’entità per la quale si godrebbero di una serie di procedure esecutive che permetterebbero di evitare il carcere.
— per le Parti Civili sarebbe uno smacco non da poco perchè su tale richiesta e sul Patteggiamento, gli Avvocati di PC NON possono interloquire ed al massimo devono presentare la loro Nota Spese per i propri compensi fino alla sentenza.
Per il risarcimento dei danni, le Parti Civili (nei confronti degli imputati che patteggiano) saranno pertanto costretti ad iniziare una Causa Civile separata, in cui a) i tempi saranno sicuramente molto lunghi; b) la Sentenza di Patteggiamento avrà un valore relativo e non pari a quello di una sentenza di condanna definitiva, per cui in fatto si avrà un maggiore onere della prova e la causa non si limiterà a dover definire quanto risarcire ad ogni singola parte civile, ma dovrà affrontare il merito della vicenda (evitato in sede penale); c) dovranno spendere ulteriori e molti soldi per avvocati e spese tecniche.

Come ben potete capire si tratta di uno smacco non da poco per le ragioni dei sopravissuti ai dolori ed alle sofferenze delel vittime dell’amianto, e si deve fare qualcosa.

Onde evitare una debàcle totale, c’è spazio giuridico perchè il Pubblico Ministero subordini il consenso al Patteggiamento ad un risarcimento in acconto alle parti civili.
E’ qua che penso debba entrare il PD o comunque la Politica seria e la Società Civile e … in particolare il PD.
Fate appelli, petizioni, fatevi sentire e fate sapere alla Procura della Repubblica che sarebbe un’ingiustizia enorme se questo patteggiamento arrivasse a “costo zero” senza neanche un dignitoso minimo di acconto da pagarsi alle Parti Civili, visto che ai benefici dell’indulto non si può fare opposizione.
Fatevi sentire …. fate sapere che se questo deve accadere, che almeno le vittime abbiano un ristoro almeno parziale, seppur minimo, e chiedete che il Pubblico Ministero non accetti patteggiamenti non subordinati a questo pagamento.

E’ una questione di civiltà … una questione di non beffare le sofferenze e le richieste dei cittadini di Broni e delle Vittime.

Fate qualcosa anche Voi.
Io ovviamente perseguirò questo obiettivo, ma questo è uno dei momenti in cui la Società Civile e le persone per bene ed il PD, quale partito popolare e democratico deve far sentire che non si può abbassare la testa fino a questo punto e che le vittime e i loro parenti meritano un riconoscimento almeno minimo ….. e non possono essere beffati così.
Grazie

Avv. FABIO ZAVATARELLI
V.le Matteotti n. 20
27100 – Pavia
Tel./Fax. 0382-304910

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