(lo so … sembra il titolo di un film di Lina Wertmuller degli anni ’70)

… se ne è parlato molto in questi giorni.

Un preside di una scuola di Rozzano per “rispetto” alle altre reliigoni, ed avocando a sè la coscienza-conoscenza dello Stato Laico ha deciso di sopprimere le celebrazioni dle Natale preso la propria Scuola, per sostituirla con una non meglio precisata “Festa d’Inverno” da tenersi in Autunno, priva di ogni riferimento alle tradizioni natalizie perchè cristiane e potenzialmente “conflittuali“.

Penso che un commento da parte di una Preside del Nord possa essere più che esaustivo.

Un commento, sia chiaro, molto pacato ed equilibrato …. che preferisco postare in luogo dei commenti che farei che sarebbero molto meno pacati ed equilibrati …. e dico solo questo ….

A PROPOSITO DI ALBERI DI NATALE DI PRESEPI E DI SIMBOLI.
Spero che i miei colleghi non siano stati colti da eccessi di narcisismo, dando in pasto alle folle l’ennesima storia di intolleranze religiose manifestate da questo o quel Collegio docenti … anzi “Consiglio Docenti” come riferito da giornalisti che ignorano il mondo della scuola e continuano a parlarne con ben poca cognizione di causa.
Così tra Vescovi scacciati e Natali snaturati si nutre l’immaginario collettivo con false risposte o ragioni dell’una o dell’altra parte senza cercare di affrontare davvero il nocciolo della questione.
Da funzionario sento di dover dare il mio contributo.

La Scuola, espletando un servizio, risponde alle istanze del territorio e, laddove i genitori chiedano di impartire ai propri figli l’insegnamento religioso, non può esserci alcuna contraddizione tra lo Stato laico e uno Stato che firma accordi che prevedono nei propri programmi anche l’insegnamento della religione. Pertanto, dal punto di vista procedurale un Collegio non può contraddire la richiesta di servizio proveniente dal territorio, anche se può trasformare le istanze di altre culture religiose come opportunità di conoscenza reciproca.

I simboli religiosi sono e restano oggetti culturali che non possono destabilizzare nessun progetto educativo, ma possono invece costituire uno dei nerbi per civili convivenze. L’albero di Natale è esso stesso un simbolo di appartenenza culturale come lo sono la Croce ed il presepe.
Pertanto, non trovo aberrante il fatto che non solo un Vescovo, ma anche un Imam possa fare visita ad una istituzione scolastica. Il secondo, tuttavia, appartiene ad una religione che non ha ancora sottoscritto chiari accordi con lo stato italiano e reso ancora difficile un dialogo invece necessario per rendere possibile un confronto in pari dignità.

Il problema resta la conoscenza, la consapevolezza, la capacità di assumersi responsabilità decisionali in grado di trasformarsi in mediazioni culturali … e di crescita per tutti.

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