Doverosa, in questa giornata concettualmente di una importanza immensa (la Festa del Lavoro), una chiosa finale su quanto accaduto in questi giorni e con l’evento di ieri.

Matteo Renzi ha vinto.
Nettamente.
Senza SE e senza MA
Si sapeva avrebbe vinto, si pensava (o sperava) non in questi termini netti.
Così è stato.

A questa volontà di una quantità non trascurabile di elettori (tra 1.5 e 2 mln di votanti) ci si deve sempre e comunque inchinare perchè è l’essenza della Democrazia.
…. ed il PD … a dispetto degli epiteti che gli tirano addosso i Troll da Internet ed i Discepoli del Nuovo Culto del Nuovo Rito della Lanterna ….. ha dato nuova prova di reale democrazia.
Cosa non da poco.

Matteo Renzi è (rimane) a questo punto il mio Segretario e spero sappia dare seguito ad alcune interessanti sfumature del suo trionfale (molto mediatico, molto da AMICI Defilippiano) discorso di ringraziamento di ieri sera.

Andrea Orlando è andato sotto le aspettative, ma in uno scontro in cui si è trovato in un sandwich durissimo, stretto tra (I) la macchina dell’organizzazione in mano a Renzi, tra (II) Emiliano in cui favore facevano gioco di sponda per indebolirlo i poli opposti di Renzi stesso e dei fuoriusciti del Partito, tra (III) gli effetti di una scissione manichea e cieca che aveva il massimo interesse a che Renzi vincesse per poter dire “visto? avevamo ragione, era una battaglia persa, non c’è spazio o speranza“.
In questo contesto il Ministro Guardasigilli ha per me fatto una bellissima campagna elettorale fatta di passione anima ed attenzione ai lati nascosti della società e che non si vuole far troppo vedere per non distruggere un sogno mediatico che rischia (ne rimango convinto) troppo oppiaceo e troppo anestetizzante da una società con crepe e problemi molto più profondi.

Penso che il risultato sia una prima buona base per la ricostruzione culturale e intellettuale e poi di numeri nella base e nella società per l’area di sinistra democratica nel PD.

Mi sono inoltre convinto che sotto certi aspetti sia stato un bene che i Bersani, D’Alema, gli Enrico Rossi e quel povero ragazzo di Speranza se ne siano andati via dal PD: ciò perchè quello che si è ottenuto – il 21% del PD – non potrà essere addebitato all’appoggio della vecchia nomenklatura, ma solo ed unicamente alla passione ed alla volontà ed all’impegno di tanti appassionati sognatori, un po’ romantici, ma che hanno molta più coscienza e consapevolezza della difficilissima realtà che affrontiamo quotidianamente e che vogliono affrontare e  cambiare con un progetto di moderna sinistra riformista e democratica per il 21° secolo, con solide radici nella Storia (perchè senza profonda coscienza e profonda conoscenza di chi siamo e da dove veniamo, nulla è), ma con mente e cuori e volontà proiettata verso il Futuro.
…. appassionati sognatori che non vogliono ritrovarsi però l’incubo di un’alleanza con Silvio Berlusconi.
Si riparte da Andrea Orlando e da Gianni Cuperlo … con un occhio a Giuliano Pisapia che vorrei tanto (ma so che non sarà) nel PD: sarà una lunga traversata nel deserto … sarà dura …. ma …. ne vale la pena.

Grazie ad Andrea Orlando.
Grazie al PD ed ai suoi militanti/simpatizzanti.

P.S.
Mi permetto di linkare l’editoriale di oggi 01.05.2017 di Federico Geremicca su “La Stampa” che sintetizza molti dei miei pensieri

(F.Geremicca – 01.05.2017) Una Sorpresa che impone un Nuovo Inizio

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