Di fronte alle polemiche di questi giorni in ordine all’apposizione di una Lapide in memoria di una 13enne stuprata nel 1945 da Partigiani assetati di vendetta, sulla base della “scusa” per cui la ragazza fosse uan collaborazionista … e di fronte alla – per me – ridicole ed assurde resistenze fatte dall’A.N.P.I., non posso fare altro che mie le considerazioni che seguono di Marco Brando.

Di seguito il Testo integrale dell’articolo che invito tutti a leggere con molta attenzione …… come ho detto più volte … troppo e sempre più spesso non ci troviamo di fronte ad Antifascismo ma (come direbbe Sciascia) Professionismo dell’Antifascismo … o come dico io al Bimbominkismo Antifascista …. quello che ha sviluppato tra l’altro in sè un parallelo Antisemitismo di Sinistra, uguale e parallelo a quello storico della Destra (Post)Fascista.

Fate attenzione e meditate su quanto segue.

SULLO STUPRO E SULLA RESISTENZA

A Noli (Savona) il 30 aprile 1945, poco dopo la Liberazione, una ragazzina di 13 anni, Giuseppina Ghersi, sospettata di avere avuto simpatie per il fascismo (aveva solo ricevuto un encomio da Mussolini per un suo tema), fu arrestata ed esibita in paese e poi venne seviziata, stuprata e uccisa da partigiani trasformatisi in belve.

Creando grande scompiglio a destra e a sinistra, nei giorni scorsi è stato deciso di dedicarle una lapide il 30 settembre, per ricordarla. Lo ha voluto il Comune di Noli su proposta di un consigliere di centrodestra, accolta dal sindaco con analoghe idee politiche.

L’Associazione Nazionale partigiani d’Italia (ANPI), sezione di Savona, si è opposta alla cerimonia con una motivazione surreale: “Giuseppina Ghersi al di là dell’età era una fascista – ha detto il presidente Samuele Rago – Eravamo alla fine della guerra è ovvio che ci fossero condizioni che oggi ci appaiono incomprensibili. Era una ragazzina ma rappresentava quella parte là. Una iniziativa del genere ha un valore strumentale, protesteremo”.

C’è chi ribatte che centinaia di donne e di ragazzine sono state stuprate da nazisti e camicie nere. Non parlare quelle finite nei campi di sterminio a migliaia e migliaia. Purtroppo, se si fa una gara in questo campo, non se ne esce. I tredici anni delle ragazzina (se fosse invaghita del Duce o meno poco importa) dovrebbero sedare chi la strumentalizza, arruolandola tra i neofascisti di oggi per farsi propaganda, e anche chi la considera a torto una pericolosa squadrista in erba.

Purtroppo oggi l’Anpi è diretta, soprattutto a livello locale, da persone nate dopo la guerra, visto che il più giovane dei partigiani ormai ha novant’anni e questo spiega anche certe uscite a dir poco infelici. Tuttavia mi permetto qualche suggerimento.

Se fossi nell’Anpi, andrei a mettere a Noli una lapide senza rincorrere iniziative altrui più o meno strumentali; lo farei per ricordare l’atrocità commessa 72 anni fa nei confronti di quella povera bambina, per sottolineare quali mostri ha creato il fascismo con la sua guerra e con la sua dittatura e quanti bimbi allora sono morti nei lager, sotto i bombardamenti, uccisi da squadroni della morte o dagli stenti.

Se fossi nell’Anpi, chiederei scusa, nonostante i meriti dei partigiani che ci hanno garantito un’Italia democratica, perché un delitto di questo genere non può avere alibi.

Infine, se fossi nell’Anpi, chiederei scusa anche alle donne, visto che lo stupro è stato ancora una volta lo sfregio ulteriore che esse “devono” pagare di fronte all’altare del maschilismo: quello che all’epoca, così come oggi (basti pensare ai tanti femminicidi italiani, agli stupri dell’Isis e via elencando) spinge i maschi a considerare la persona di sesso femminile un essere da profanare oltre che da uccidere.

Se il motto “Ora e sempre Resistenza” ha un senso al giorno d’oggi, lo deve avere anche in questo campo. Altrimenti si tratta soltanto di uno slogan da Mulino Bianco.

 

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