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La Legge sul Testamento Biologico appena approvata è un momento di grande civiltà e di riconoscimento della dignità per le persone anche nel momento peggiore della loro esistenza …. ed è un segno di alta civiltà etica e giuridica dell’Italia ed unodei fiori all’occhiello di questa (ancora una volta) tormentata Legislatura morente

Detto questo però si è subito aperto un altro fronte: Marco Cappato, leader dei Radicali di “Fede Boniniana” ha subito detto che ora bisogna abbattere la frontiera dell’Eutanasia e  che uno degli obiettivi per la prossima legislatura deve essere, appunto, una nuova Legge sull’Eutanasia e che la legalizzi.

Bene, lo dico chiaro e netto: mi trovo totalmente contrario e nel mio piccol(issim)o mi opporrò al riconoscimento ed a una normativizzazione dell’eutanasia.

Per me sarebbe la legalizzazione di uno stato culturale che dovrebbe essere combattuto con tutte le forze: sarebbe il sancire la natura di una società chiusa unicamente attorno ad alcuni canoni (pseudo) culturali per cui la vita è degna solo se puoi essere come la società vuole o adeguato alle aspettative di chissachì (anche se a ben leggere si capisce chi possa essere) che pretende di guidare gusti emozioni consumi estetica e stile di vita e – da ciò – la libertà di pensiero, relegando quest’ultima ad uno status apparente ma sostanzialmente inesistente e di fatto simile ad una schiavitù, non più caratterizzata dalla violenza, ma dalla compressione di ogni capacità critica ed autonoma rispetto a concetti e prodotti imposti dalle multinazionali del potere economico e mediatico.

La cosa più terribile per me – e che sembra sia importante o consapevole solo a pochi – è che è in atto da tempo un finissimo gioco di bombardamento mediatico-culturale che evidenzia una dolosa malizia nello spacciare attraverso tutti i media l’idea che in fondo con l’eutanasia si compirebbe un passo verso un maggiore riconoscimento di dignità per l’individuo e per certe situazioni umanamente tragiche. Ciò avviene attraverso la assimilazione e sovrapposizione delle ragioni e del valore delle soluzioni e del significato che sta dietro due istituti quali il c.d. Testamento Biologico, da un lato, e l’Eutanasia, dall’altro: si dice e fa credere che sono le stesse cose e che in fondo la soluzione migliore sia arrivare alla seconda … “per tutelare la libertà ed i diritti di autodeterminazione dei singoli”.

Trattasi di una evidente Truffa delle Etichette, volontariamente e culturalmente perseguita; per quanto mi riguarda penso che uno Stato non debba mai rendere legale una forma di soppressione della vita (che almeno precedentemente è stata) formata, completa, cosciente e pensante (faccio la precisazione onde evitare che il mio discorso possa essere strumentalizzato nel senso di ritenerlo estensibile anche relativamente ad altra questione – quella dell’aborto – che mi vede invece favorevole, se non altro secondo le linee normative definite dalla L. 180/78), tantomeno quando vi possono essere anche per il profondo rischio di equivoci, storture e manipolazioni (anche criminali) della figura giuridica scriminante.
Questa Truffa è tra l’altro strumento funzionale per coloro che sostengono in tema due diverse linee culturali, che se da un lato sono polarizzatamente opposte ed antitetiche, dall’altro lato convergono tra di loro in maniera silente attraverso una sorta di tacita equivoca, ambigua e “bastardamente” maliziosa spartizione dell’agorà sociale e culturale: da un lato vi sono coloro che si sono opposti all’attuale legge che confondono con dolo il testamento biologico e il diritto “a essere lasciato andare” in certe condizioni all’eutanasia con conseguente criminalizzazione (se non altro sotto un profilo di un grave biasimo etico, quasi da lettera scarlatta) delle stesse persone sofferenti e dei loro diretti parenti; sono gli stessi che in fondo lottano a spada tratta per cancellare o sabotare dall’interno la Legge 180 sull’Aborto, condizionando culturalmente l’ambiente sanitario facendo mancare i medici obiettori e criminalizzando in maniera sottile le donne che si apprestano a questa terribile scelta. Dall’altro lato vi è un parallelo ed opposto clima culturale (cui ho già accennato qui sopra) atto a legittimare in maniera subdola la soppressione di qualunque disagio o problema personale, per cui la sofferenza, la fatica e la difficoltà sono qualcosa di insopportabile ed inaccettabile, e diretto quasi a dire che se non sei bello, prestante, alla moda, produttivo, consumatore, allineato come la società ed i media ti vogliono allora la tua esistenza non ha senso per cui puoi anche scomparire o farti sopprimere: culturalmente un preludio alla selezione genetica ed all’eugenetica di evidente matrice Nazista/Nietschiana. Chi è debole, malato o sfortunato, può anche essere soppresso o scegliere di suicidarsi, perché non adeguato, risparmiando così alla società il costo economico ed umano e sociale di “sopportarlo” portandoselo dietro “sul groppone”.

Ecco perchè l’appello all’eutanasia di Marco Cappato mi ha fatto venire un brivido di profondo disagio. Spero che nessuna parte politica abbocchi populisticamente e programmaticamente all’appello di Marco Cappato per una legge in tema.
Penso che si debba invece dare attuazione corretta e chiara alla Legge sul “Testamento Biologico”, ma fermandoci a questo stadio.

Dico no a Marco Cappato ( a dispetto della mia istintiva simpatia per la Sinistra Liberale dei Radicali ), con la stessa forza con cui solidarizzo con lui per la stupida incriminazione che sta subendo a Milano per il caso di DJFabo.

E’ ora di tornare ad una legislazione e cultura che sappia essere responsabile ed a una politica libera e non assecondante il vento dell’umore della ‘gggente per conservarsi i posti in Parlamento o altrove, anche a costo della scellerata scelta di tradire e forzare e cambiare la Costituzione ed il suo spirito umanistico.

Buon Natale e Buon Anno a Tutti

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